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6 febbraio 1869: muore Carlo Cattaneo, l’uomo delle Cinque Giornate di Milano

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6 febbraio 1869: muore Carlo Cattaneo,  patriota, filosofo milanese e uomo delle Cinque Giornate di Milano

Il 6 febbraio 1869, a Lugano, si spegne il patriota e filosofo milanese Carlo Cattaneo.
Cattaneo nacque a Milano il 15 giugno del 1801. In gioventù è stato allievo del filosofo e giurista liberale Gian Domenico Romagnosi.
Dopo essersi laureato in Giurisprudenza nel 1824, ricoprì il ruolo di redattore degli “Annali universali di statistica” dal 1828 al 1838.
La sua grande ammirazione per il progresso industriale lo portò a fondare la rivista scientifica “Il Politecnico”.
Questa iniziativa, specchio della poliedricità di Cattaneo, spazia dalla storia all’economia, dalla politica alla filosofia alle scienze, ottenendo un grande successo che gli fece guadagnare un notevole prestigio negli ambienti intellettuali.
Il suo fervente patriottismo liberale lo condusse a partecipare ai moti delle Cinque Giornate di Milano in veste di capo del consiglio di guerra.
Nell’agosto del 1848, però, il ritorno degli austriaci lo costrinse a trasferirsi prima a Parigi e poi in Svizzera.
Durante il suo esilio Cattaneo si schierò su posizioni repubblicane e federaliste, contestando lo sblocco monarchico delle conquiste risargimentali, in contrapposizione con Mazzini, disponibile a rinunciare alle rivendicazioni repubblicane pur di ottenere l’unificazione nazionale.
Nel 1849 venne pubblicata la sua opera dal titolo “L’insurrection de Milan en 1848”, la quale conteneva una dura critica alla politica di Carlo Alberto, ma che mirava ad essere anche un’opera formativa.
Cattaneo guarda all’Italia unita soprattutto in ottica economica, affinché il Paese possa entrare di diritto nelle dinamiche di mercato europee.
Una volta cacciati gli austriaci, rientrò a Milano. Venne eletto deputato, ma non prese mai parte ai lavori del Parlamento per non giurare fedeltà alla monarchia e ai Savoia.
Nel 1859 riprese le pubblicazioni del “Politecnico” trattando le tematiche dell’unità nazionale.
L’anno seguente, nel 1860, incontra, a NapoliGiuseppe Garibaldi, nel quale ripone le sue speranze federaliste.
Dopo quest’incontro tornò in Svizzera perché deluso dall’impossibilità di formare una confederazione di repubbliche.
Cattaneo morì nella notte tra il 5 e il 6 febbraio 1869 a Castagnola, oggi parte di Lugano.
In un primo momento, per pochi mesi, il corpo del filosofo milanese venne tumulato nel cimitero della città Svizzera.
Nel 1884  venne trasferito al Cimitero Monumentale di Milano, nell’ancora incompleto Famedio, e collocato in un sarcofago marmoreo con lo stemma crociato della città, accanto a quello identico di Alessandro Manzoni.

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