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Peste a Milano, cosa salvò l’area che ne restò immune?

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Peste a Milano, cosa salvò l’area che ne restò immune?
Peste a Milano, cosa salvò l’area che ne restò immune?

Nei primi anni Trenta del 1600 la popolazione di Milano vide un drastico calo dei suoi numeri a causa di una gravissima epidemia di peste.

Nella fase acuta della malattia la peste a Milano si portò via quasi mille persone al giorno in città.

La zona immune

Nonostante lo sfacelo demografico e umano che la peste portò con se, una particolare zona di Milano ne rimase stranamente immune, quella tra l’ospedale (oggi Università Statale) e piazza Santo Stefano.

Secondo le credenze popolari al centro di quella zona, in via Laghetto 2, avrebbe vissuto una strega, tanto potente da essere in grado di contrastare il morbo.

Per esorcizzare questa leggenda e allo stesso tempo celebrare il miracolo, ad epidemia finita i milanesi fecero dipingere su Ca’ di Tencitt (il nome che aveva all’epoca la casa) un ritratto della Madonna con San Rocco, San Sebastiano e San Carlo ai piedi.

Peste a Milano, la spiegazione scientifica per l’area immune

Al di la dell’affascinante incantesimo stregonesco e del miracolo, una spiegazione scientifica alla base della zona immune dalla peste a Milano, sta nel carbone.

Il nero materiale naturale infatti, veniva scaricato abitualmente alla Veneranda Fabbrica del Duomo. Questa fabbrica lo trasportava e veniva chiamato anche “Tencitt”.

In quella zona la polvere nera ricopriva logicamente quasi tutta l’area circostante fungendo da disinfettante naturale.

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