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I cammelli di Porta Venezia a Milano, una storia unica

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I cammelli di Porta Venezia a Milano, una storia unica
I cammelli di Porta Venezia a Milano, una storia unica

Conoscete la storia dei cammelli di Porta Venezia a Milano? Scommettiamo di no. Ecco a voi una curiosità di cui veramente pochi milanesi sono a conoscenza!

 

I cammelli di Porta Venezia a Milano

Sappiamo che la nostra Milano ha una storia unica. Ci riempie di sorprese e di sicuro non annoia mai! Anche in questo caso parliamo di un episodio decisamente insolito e curioso. Non tutti i milanesi sanno che all’inizio del secolo scorso presso i bastioni di Porta Venezia era possibile farsi un giro su un cammello. No non avete letto male, proprio su un cammello. Ma come è possibile?

La spiegazione è molto semplice. Nel 1929 ben sette cammelli provenienti dall’Esposizione di Torino dell’anno precedente furono donati al Comune di Milano dall’onorevole Teruzzi. La finalità del gesto del parlamentare era la valorizzazione dei giardini pubblici Indro Montanelli, a pochi passi di distanza dai bastioni di Porta Venezia.

E non è finita qui. Durante i giri in groppa agli esotici animali si era accompagnati da alcuni berberi, provenienti dalla regione del Fezzan. Il singolare servizio di trasporto iniziò a giugno, e durò per poche settimane riscuotendo un grande successo.

 

Lo “zoo di Milano”

Ma i cammelli non sono stati i soli animali a “invadere” il centro di Milano. Nel XIX secolo, oltre al Museo di Storia Naturale nel parco di via Palestro era possibile visitare un vero e proprio zoo con creature esotiche. Numerose le voliere contenenti numerose specie di uccelli, oltre a gabbie con scimmie e cervi.

Inoltre i visitatori accorrevano a frotte per vedere con i loro occhi la giraffa, a cui presto si aggiunsero altri animali esotici, come otarie, leoni e pinguini. Ma il pezzo forte era la mitica elefantessa indiana Bombay, che tutti chiamavano Bombé.

Presto lo “zoo di Milano” venne chiuso in seguito alle accese proteste degli ambientalisti, all’inizio degli anni Novanta. Oggi la gabbia dove un tempo si potevano ammirare i leoni è adibita a spazio didattico del Museo di Scienze Naturali.

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