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Via Porlezza a Milano: tre stravaganze tra le vie della città!

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Via Porlezza a Milano: tre stravaganze tra le vie della città!
Via Porlezza a Milano: tre stravaganze tra le vie della città!

Nascoste tra le vie della città, tra via Porlezza a Milano e l’angolo di via Giulini, si trovano: la Chiesa più corta di Milano, una Mezzacasa e un Microanfiteatro.

Milano non è solo la capitale del fashion e dell’economia. La città meneghina offre sempre novità, angoli nascosti da scoprire o visitare almeno una volta nella vita. Via Porlezza, per esempio, è una strada breve e stretta tra piazza Cairoli a via Dante. È una delle vie più curiose di Milano per via di tre stravaganze alquanto eccentriche.
All’angolo con via Giulini si trova la Chiesa più “Corta” di Milano.
Non molto lontano si trova un Microanfiteatro, in abbandono e poco considerato, che viene utilizzato come ritrovo collettivo dalla comunità russa, dopo la funzione domenicale.
Infine c’è anche una Mezzacasa, ovvero una casa tagliata a metà in orizzontale, nella parte più alta. Sull’ingresso principale è visibile il numero civico, dalle sbarre del cancello si può osservare l’interno, oggi un parcheggio privato e poco curato.

La Chiesa più corta di Milano

La struttura, nota come Chiesa dei santi Sergio, Serafino e Vincenzo, è una parrocchia Ortodossa gestita da Padre Dimitri, il quale la affittò nel 1996. È il punto di riferimento della piccola comunità dell’Europa dell’Est, che ogni domenica mattina si riunisce presso la chiesetta per partecipare alla celebrazione religiosa. Le dimensioni della chiesa sono davvero ridotte. Dodici metri di larghezza e sei di lunghezza, per un totale di 72 metri quadri. L’altezza è di dodici metri.

Un mattoncino Lego fuori posto

Paragonabile a un mattoncino Lego fuori posto o messo lì per sbaglio, rispetto agli edifici circostanti questa chiesetta non c’entra nulla. Il colore in primis, e a seguire la forma, lo stile, le dimensioni, sono del tutto diversi.

Perché è così piccola?

Quello che a oggi è visibile è la parte superstite della chiesa benedettina “san Vincenzino” o Monasterium Novum, molto più grande dell’attuale, abbattuta nel 1964. La facciata della chiesetta di san Sergio, Serafino e Vincenzo è ciò che resta di quell’antico complesso monastico in stile tardo-gotico.  Dopo l’abbattimento del Monasterium Novum ne restò una piccola parte che fu dedicata al culto di san Vincenzo. Da qui si ha una spiegazione in più sulle sue dimensioni.

Gli affreschi

All’interno è possibile ammirare degli affreschi cinquecenteschi del pittore Aurelio Luini, rappresentante dell’ultimo manierismo lombardo. Gli affreschi raffigurano le vicende di san Vincenzo di Saragozza e della Santa martire Orsola di Colonia. È presente, nella volta, anche un affresco di Bergognone, un pittore del Rinascimento, che rappresenta il Cristo Pantocrator. Altri affreschi si trovano sotto la chiesa, in un salone dedicato alle attività della parrocchia.

La Mezzacasa e il Microanfiteatro

Precisamente in via Giulini angolo via Porlezza si trova una casa costruita a metà. Come “decapitata”, la Mezzacasa fa bella vista di sé dietro il suo cancello, ospitando nel suo giardino un parcheggio e tra le sue mura tante erbacce. E come se non bastasse questa casa a rendere questo angolo di Milano tanto singolare, a pochi metri di distanza si trova un Microanfiteatro. Curato in tutti i suoi dettagli, dalle gradinate al proscenio, non sarà più largo di 5 metri. A cosa servirà un anfiteatro così piccolo? Forse è solo design urbano, o forse, ci piace sognare, sarà usato dai “Mezzi-abitanti” della casa dimezzata… In verità si sa solamente che funge da luogo di ritrovo post-funzione domenicale della Chiesa ortodossa. Ma una vera spiegazione alle stranezze di Milano non c’è, né forse mai ci sarà.

credits: 02blog.it

@Clelia Mumolo

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