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L’apparizione della Madonna a Milano, mistero della storia meneghina

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L’apparizione della Madonna a Milano, mistero della storia meneghina
L’apparizione della Madonna a Milano, mistero della storia meneghina

Un’apparizione della Madonna a Milano: voi lo sapevate? Scopriamo insieme cosa successe nel 1938.

Non sono in molti a conoscere l’episodio dell’apparizione della Madonna a Milano. Il fatto avvenne il 31 maggio 1938, e protagonista dell’evento fu suor Maria Pierina De Micheli. Nata a Milano l’11 settembre 1890, indossò l’abito religioso delle Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires il 16 maggio 1914. A fine 1918 Pierina parte per la casa madre dell’istituito nella capitale argentina, per poi rientrare a Milano nel 1921.

La vita della donna è costellata fin dall’infanzia da episodi soprannaturali, come quello del Venerdì Santo del 1902. Mentre si trovava presso la parrocchia di S. Pietro in Sala a Milano avviene il primo fatto inspiegabile. La giovane Pierina sente un sussurro: «Nessuno mi dà un bacio d’amore in volto, per riparare il bacio di Giuda?». In seguito, quando bacerà il volto del Crocifisso affermerà di non aver sentito il contatto col legno, ma con Gesù stesso.

L’apparizione della Madonna a Milano

Le manifestazioni divine diventano un’abitudine per Pierina. Nel maggio 1938, mentre prega sulla predella dell’altare, le appare una bellissima signora. Circondata da un fascio di luce accecante, la donna ha tra le mani uno scapolare. L’oggetto era composto da due flanelline bianche unite insieme da un cordoncino. Una riportava l’immagine del S.Volto di Gesù con scritto intorno Illumina, Domine, vultum tuum super nos (Illuminaci col Tuo Volto o Signore). Sull’altra invece vi era raffigurata un’Ostia raggiante circondata dalle parole Mane nobiscum Domine (Rimani con noi Signore).

La Madonna spiega che lo scapolare in questione costituiva un’arma di difesa contro i nemici di Dio. Da quel giorno chiunque ne avesse indossato uno facendo visita ogni martedì al SS. Sacramento avrebbe ricevuto in dono la fortezza e una morte serena. A Pierina viene quindi richiesto di far conoscere il potere taumaturgico dell’oggetto.

La medaglietta con il S.Volto

In quel periodo, il fotografo d’arte trentino Giovanni Bruner riuscì a ricavare un’immagine del volto di Cristo fotografando la Sacra Sindone. Decise in seguito di regalarne una copia al cardinale Ildefonso Schuster, che a sua volta ne fece dono a Pierina. La donna, decisa a trovare un modo per adempiere al volere della Madonna, decide di riportare su medaglietta il S.Volto di Gesù.

Per la coniatura della medaglia era necessaria una somma di denaro notevole, ma Pierina non si arrese. Dopo aver ricevuto il permesso di Bruner ad usare l’immagine da lui riprodotta, ottiene il lasciapassare della Curia di Milano. Per quanto riguarda il lato economico, la soluzione arrivò “dal cielo”. Un giorno la suora trovò una busta contente l’esatto ammontare delle spese della coniatura su un tavolino.

Gli episodi demoniaci

Tuttavia, la strada della donna è ancora in salita, perché il demonio non vedeva di buon occhio il suo successo. Pierina racconterà di aver subito maltrattamenti e di aver assistito a episodi demoniaci. Numerose sono le spinte e le cadute dalle scale, senza contare le immagini lacerate del S.Volto. Ma le vessazioni subite non scalfiranno la Fede della religiosa, che imperterrita continuerà la sua opera.

La seconda apparizione della Madonna

Il 7 aprile 1943 la Madonna appare per la seconda volta a Pierina. Il nuovo obbiettivo della donna sarà raccontare al papa la sua storia, per fargli conoscere il volere di Maria. La medaglietta ebbe un’ampia diffusione, che continua ancora oggi. Suor Pierina si spegne nel luglio 1945 e viene beatificata il 30 maggio 2010. Oggi è possibile renderle omaggio visitando la sua tomba presso la Cappella dell’Istituto Spirito Santo di Roma.

Chiara Savi

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