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La Scapigliatura a Milano: i luoghi d’incontro della letteratura post-unitaria

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Scapigliatura a Milano
Scapigliatura a Milano

Da dove proviene il termine “Scapigliatura”, cosa ha rappresentato per la Milano post-unitaria? Ripercorriamo assieme i luoghi che hanno fatto la Storia della Scapigliatura a Milano.

La Scapigliatura italiana

Il termine “Scapigliatura” fu proposto per la prima volta da Cletto Arrighi, più conosciuto sotto lo pseudonimo di Carlo Rigetti. Per designare un gruppo di giovani ribelli, che amano vivere in maniera eccentrica e disordinata. Il termine indica non tanto una scuola poetica o un movimento artistico, bensì un gruppo di scrittori e artisti residenti a Milano che condivisero l’insofferenza verso le convenzioni della letteratura contemporanea e i costumi della società borghese. Si tratta di un impulso alla rivolta che si manifestava tanto nell’arte quanto nella vita.

In Italia, la Scapigliatura si connota anche come spinta al cambiamento e alla modernizzazione della letteratura post-unitaria. L’accusa principale era rivolta al clima di moderatismo dell’Italia unita e alla sfiducia per l’esito mediocre e deludente delle aspettative risorgimentali. Nell’ottica scapigliata, diventa così centrale  l’opposizione tra artista e società: dallo scetticismo per il progresso e lo sviluppo industrial-capitalistico, all’emarginazione e al disadattamento sociale.

I poeti scapigliati

A partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento gli autori di questo movimento si caratterizzano per una reazione al Romanticismo italiano e una ribellione contro la borghesia. Più in generale, contro i conformismi e le ipocrisie della società ufficiale. Questo rifiuto si concretizza per gli scapigliati nella scelta di un’esistenza ai margini della società, che si nutre del disprezzo e coltiva il “maledettismo” come stile di vita alternativo e anticonformistico.

Tra i più famosi ricordiamo:

Emilio Praga
Arrigo Boito
Camillo Boito
Igino Ugo Tarchetti
Carlo Dossi
Luigi Conconi
Vittorio Imbriani
Giovanni Camerana

L’Estetica Scapigliata

Il modello esistenziale ed estetico di riferimento diventa quello del termine francese “bohème”, cioè di una vita disordinata e sregolata. Gli scapigliati rifiutano l’impegno civile, politico e patriottico del Romanticismo e prediligono la rappresentazione del “vero” ripudiando ogni forma religiosa. L’atteggiamento verso la modernità è di tipo “dualista”: da un lato ripudiano il progresso poiché legati ai valori del passato; dall’altro inneggiano la rappresentazione del “vero”, in antitesi con i valori ai quali sono legati. Si sentono perennemente divisi tra bene e male, senza possibilità di soluzione o compromesso.

Un forte influsso fu dato sicuramente da quella cerchia di poeti francesi ricodati come i “poeti maledetti”, tra cui emerge la figura di Charles Baudelaire. Ma l’incertezza e la disperazione esistenziale, riflette anche l’influenza dei romantici tedeschi come Hoffmann, Poe, Heine e dei poeti del Parnasse.

Linguaggio e Temi

Gli scapigliati preferiscono adottare un linguaggio del quotidiano rispetto all’aulico dei romantici. Anche se creano nelle loro composizioni un linguaggio ibrido, prosastico e allo stesso tempo ricercato, tutto ciò con lo scopo di sconcertare il lettore. Nelle loro opere cercano di regalare suggestioni, mescolando le parole dell’uso comune con vari artifizi letterari. I temi seguono la stessa ambiguità del linguaggio, sempre in antitesi tra loro: l’irrazionale e il fantastico, l’orrido e il macabro, l’umorismo e l’ironia e così via.

Luoghi d’incontro in quel di Milano

Il ritrovo comune degli scapigliati era presso l’Osteria del Polpetta o, nelle adiacenze, presso l’Ortaglia, il giardino dei Conti Cicogna. Altri luoghi erano Caffè Manzoni, Cassina de’ Pom, e l’Osteria Nos.
Il quartiere dove la maggior parte di loro aveva il proprio studio è quello oggi delimitato da: Corso Monforte, Porta Venezia e Viale Majno. Considerato e definito come la “Montmartre milanese” a quei tempi era prettamente una zona di campagna, mentre oggi su quei terreni sorge l’Istituto dei Ciechi.

La visita guidata

Il percorso “La Milano della Scapigliatura” vi accompagnerà nei luoghi più rappresentativi dell’esperienza scapigliata e del contesto storico di quegli anni. L’itinerario comprenderà i più significativi monumenti realizzati dagli scultori scapigliati come: le opere dedicata a Beccaria e a Felice Cavallotti. Sarà possibile rivivere l’atmosfera di intensa vitalità, divertimento ed eccesso che si respirava nei locali dove gli scapigliati si incontravano.

Durata della visita guidata: 120 minuti circa

Dove: Via Palestro angolo Via Marina

Conclusione del percorso: Piazza Beccaria

prossimo appuntamento: sabato 10 marzo ore 15.00

prezzo a persona 12 euro

credits: blogspot

@Clelia Mumolo

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