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In giro per la città: la storia di via Carlo Farini a Milano

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Via Carlo Farini a Milano
Via Carlo Farini a Milano

Via Carlo Farini a Milano: conosciamo la storia che si nasconde dietro il personaggio a cui è intitolata questa strada.

Facendo un giro per la città troviamo molte vie intitolate a personaggi più o meno famosi: scopriamo la storia di via Carlo Farini a MilanoVia Carlo Farini comincia dal piazzale Cimitero Monumentale e finisce nei pressi di piazzale Carlo Maciachini, all’inizio di via Valassina.

Innanzitutto, chi era Carlo Farini?

Luigi Carlo Farini nacque in provincia di Ravenna nel 1812. È conosciuto per essere stato un medico, storico e politico italiano. Tra il 1862 e il 1863 è stato anche Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia
 
Da medico si occupò dello studio e della cura del tetano, della pellagra e della rabbia. Morì nel 1866 nel manicomio di Novalesa, in provincia di Torino
 

Come si arrivati ad intitolare questa via al signor Farini?

Per scoprirlo dobbiamo tornare indietro nel tempo fino al 1880, sotto la dominazione spagnola. 
In quell’anno, all’interno dei Bastioni, ovvero le cinte murarie attorno alla città, venne aperta Porta Voltaper consentire di raggiungere il Cimitero Monumentale dalla città. Inoltre, venne anche aperta la strada per Como, ossia l’attuale via Farini.
L’antica Porta Volta oggi si chiama piazzale Baiamonti.
La via di trovava nei pressi del quartiere Isola, da cui era separata da una barriera di binari, dove si stava costruendo la ferrovia, e dai fiumi Seveso e Martesana, che poi verranno successivamente interrati. Quindi, via Farini passava sotto i binari poiché sopra transitavano i treni. Il sottopassaggio rimase in funzione dal 1958 al 1960. La costruzione della nuova Stazione Centrale di Milano, però non modificò la situazione, anche se la stazione Garibaldisostituì lo scalo Farini. Nel 1953 il Ponte della Sorgente venne demolito e lasciò il posto al nuovo Cavalcavia di via Farini.
La via è caratterizzata dalla presenza di una torre interamente ricoperta di mattonelle colorate, rivestimento realizzato in occasione dei Mondiali di Italia ’90. Un tempo questa torre era un serbatoio d’acqua a servizio delle locomotive della stazione Garibaldi.

Nel 2015, anno dell’Expo, la torre è stato ristrutturata e ribattezzata con il nome di Torre Arcobaleno.

Inoltre, tra via Pietro Maroncelli e via Farini sorge il santuario di Sant’Antonio da Padova.
La chiesa, dedicata all’Immacolata Concezione, con convento e cappella, è nato dall’antico “Ospizio di Terra Santa” retto dai Frati Minori. Nel 1902 si decise di ampliare la chiesa. Il progetto venne affidato all’architetto milanese Paolo Cesa Bianchi. Così la nuova chiesa fu dedicata Sant’Antonio da Padova. Nella piazzetta antistante la chiesa vi è un’aiuola alberata con al centro una fontana con una statua in bronzo raffigurante Sant’Antonio che predica ai pesci. L’opera è dello scultore Giuseppe Maretto.
Dunque, come altre strade della città, anche via Carlo Farini Milano è testimone del cambiamento e dell’evoluzione del capoluogo lombardo.

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