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Milano da vivere, da sognare, Milano da bere

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Milano da vivere, da sognare, Milano da bere
Milano da vivere, da sognare, Milano da bere

Figlio di uno slogan pubblicitario testimone degli anni ’80 nasce lo slogan Milano da bere.

Accoccolati in una coltre di nebbia (e di smog) sorgono in un’alba padana il Duomo ed il Pirellone. Turisti si accalcano davanti alla Galleria Vittorio Emanuele. La metropolitana inizia a perpetrare il suo quotidiano sali e scendi. Ma soprattutto i milanesi, imprenditori o operai che siano, salutano una nuova frenetica giornata con il solito ottimismo. Tutto questo per sponsorizzare l’Amaro Ramazzotti, caratteristico del capoluogo lombardo, e capace di sostenere lo spirito irrequieto degli abitanti di questa città così frenetica e impegnata.

Spot pubblicitario anni ’80

Lo spot

Lo spot in questione fu in grado di segnare un’ epoca, andando a caratterizzare diversi aspetti della vita milanese. Milano da bere testimonia un benessere diffuso in quel periodo, presentando una Milano opulenta e fedele ad un’immagine rigorosamente alla moda. Non è tuttavia sufficiente soffermarsi agli aspetti goliardici del termine in questione. Milano era ben di più. Se infatti da un lato il boom economico, proprio di quegli anni, si riscontrava nelle abitudini dei milanesi che si accalcavano da Savini, il ristorante piu in voga, dall’altro sono da sottolineare le influenze politiche che gravitavano intorno alla nostra Milano da bere.

Lo slogan

Lo slogan pubblicitario ideato da Marco Mignani viene riutilizzato dalla trasmissione Blob in una puntata trattante la vicenda Tangentopoli. Le scene dello spot, accompagnarono infatti quelle degli arresti di politici e imprenditori nell’ambito dell’inchiesta Mani Pulite. Innegabile come Milano, durante gli anni ’80, fosse certamente uno dei più importanti centri di potere in Italia. Il PSI nel periodo craxista segnò fortemente quella Milano. In tale ambito, visti i vorticosi giri di denaro intorno alla città si potrebbe, con giusta causa, sospettare che Milano fosse si da bere, maciò non fu sicuramente da riferirsi all’amaro Ramazzotti.

Insomma quelli della Milano da bere furono apostrofati dagli Anni di Piombo prima, e da Tangentopoli poi. In mezzo a questo periodo, la convinzione fu certamente di una rinascita imminente. Non è sbagliato dire che gli italiani sono in grado di rialzare la testa quando il momento lo richiede. Negli anni ’80 emerse il ceto medio con il suo arrivismo. La moda guadagnò il posto d’onore tra gli eventi milanesi, e portò la città sulla bocca di tutto il mondo. Tangentopoli, la crisi d’identità della classe politica che ne conseguì, con annessa depressione che ci porta ai giorni d’oggi ha certamente lasciato il segno. Tuttavia stiamo pur sempre parlando di Milano, nel caso in cui il dubbio sul domani ci colpisca:

“Milano che rinasce ogni mattina, che pulsa come un cuore, positiva, ottimista, efficiente. La città dell’Amaro Ramazzotti che è nato qui 170 anni fa. E che ancora oggi porta dovunque questa Milano da vivere, da sognare, da godere. Questa Milano…da bere.

Entro il 2021 Milano avrà i suoi Champs Élysées
Scorcio notturno di Corso Sempione

Francesco Spano

 

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