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Ristoranti d’Italia 2018: ecco i milgiori 8 ristoranti di Milano

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Ristoranti d'Italia 2018 premia otto ristoranti di Milano, ecco quali.
Ristoranti d'Italia 2018 premia otto ristoranti di Milano, ecco quali.

La guida Ristoranti d’Italia 2018 de L’Espresso ah premiato otto ristoranti del milanese, ecco quali.

Facciamo solo una premessa prima di svelarvi i nomi, nessuno dei prossimi ristoranti si è meritato cinque cappelli. Quelli scelti giungono da una selezione di circa duecentomila insegne da tutta Italia. La scrematura ha visto poi la selezione di solo duemila ristoranti da tutta la penisola e infine otto milanesi.

Mandarin Oriental Milan  Seta Milano, che si è guadagnato quattro cappelli. Al timone Antonio Guida, chef che sperimenta tecniche culinarie nuove misto a cucina classica.

Berton, tre cappelli. Parola d’ordine “essenziale”, zona Porta Nuova Varesine. Un menù ricco che vede il suggello nel brodo, sunto di ogni ingrediente.

Contraste Milano, tre cappelli. A portare avanti la baracca qui ci pensano Thomas Piras, Mathias Perdono e Simon press. Un gestione all’ordine del divertimento e della provocazione, con lidea di far alzare il cliente.. sorpreso.

La guida Ristoranti d’Italia 2018 premia otto ristoranti di Milano.

Cracco, tre cappelli. Il ristorante di uno dei cuochi più famosi d’Italia non brilla, si adagia sul tradizionale, lavora di contrasto e fa fede su di una buona cantina. Ma forse non abbastanza.

D’O Cornaredo, tre cappelli. Davide Oldani è il proprietario, che punta al pop. L’intenzione quella di unire essenziale e ben fatto, con la convinzione che la cucina italiana sia ricca perché reinterpretabile.

Enrico Bartolini Mudec, tre cappelli.  Questa volta siamo in via Tortona, e giochiamo nel campo del Contemporary Classic. Come motto Enrico Bartolini usa “BE Contemporary Classic” gioco di parole per dire che da loro passato e presente si fondono in sapori originali.

Il Luogo di Aimo e Nadia Milano, tre cappelli. Ha più di cinquant’anni il presente, che gioca su piatti con materie prime selezionate e vini d’eccellenza.

Lume Milano, tre cappelli. Qui lo chef è Luigi Taglienti, e siamo in via Watt. Luigi si concentra su istinto e razionalità, un ossimoro gustoso. Il suo obiettivo è quello di portare un pensiero creativo in cucina.

@Damiano Grilli

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